Il certificato di prevenzione incendi nel condominio

Centrali termiche e autorimesse devono essere in regola con il CPI emesso dai Vigili del fuoco. Ecco cosa c'è da sapere

 

 

Data la delicatezza della questione, l'ordinamento giuridico italiano prevede diverse norme antincendio per la tutela della sicurezza nei condomini. È materia di legge in continua evoluzione, costituita da normative centrali e circolari emessa dai Vigili del fuoco, il corpo di riferimento per quanto riguarda questa tematica, che a sua volta deve seguire le norme tecniche di prevenzione incendi indicate dai decreti ministeriali. Si tratta di norme che incidono su diversi aspetti del condominio, dalle centrali termiche agli impianti elettrici alla sicurezza strutturale. La più recente è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 21 febbraio 2017.

 

Il certificato di prevenzione incendi

Il decreto ministeriale del 16 febbraio 1982 stabilisce 97 attività soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi (CPI), che viene emesso da parte dei Vigili del Fuoco. Gli edifici in regime di condominio hanno quindi l'obbligo di essere in regola con questo tipo di certificato in relazione agli impianti per la produzione del calore, alle autorimesse, ai vani ascensori e montacarichi.

 

Le centrali termiche
Le centrali termiche sono sottoposte a normative definite in base alla loro potenzialità. Gli apparecchi di produzione di calore di potenza superiore a35 kW devono rispettare i requisiti di prevenzione incendi indicati dalle normative antincendio. Oltre i 116 kW di potenza invece l'impianto deve sottostare ai controlli di prevenzione antincendio. Dato per assodato che la centrale termica sia conforme alle normative in vigore, gli obblighi di legge per la prevenzione degli incendi riguardano i locali (devono avere altezza minima, dimensioni e strutture portanti adeguate, aerazione permanente, porte apribili verso l'esterno e con congegno di autochiusira), le attrezzature antincendio (estintori e segnaletica) e la documentazione (verbali, pratiche antincendio, vari tipi di dichiarazioni di conformità).

Per questi gli impianti per la produzione di calore, il CPI ha validità di 6 anni dalla data di rilascio.

 

Box e autorimesse

I box condominiali, privati o pubblici, sottostanno a normative antincendio articolate secondo alcuni criteri specifici. Qui il parametro principale è la superficie: oltre i 300 metri quadrati (e oltre i nove veicoli parcheggiati) l'autorimessa è assoggettata a regole sulla comunicazione con il resto del fabbricato, le vie di esodo, i sistemi di aerazione naturale e di rilevazione, gli impianti di spegnimento, il sistema di evacuazione del fumo, la classe di resistenza al fuoco e la reazione dei rivestimenti.

 

Ascensori e montacarichi

Per i vani ascensori e montacarichi privati con una corsa maggiore di 20 metri dal piano terra e in edifici dall'altezza di gronda superiore ai 24 metri, viene rilasciato un certificato una tantum e senza scadenza temporale. Se un edificio prevede più attività soggette al controllo dei Vigili del fuoco, si può richiedere un solo certificato la cui validità è ridotta a tre anni.
 

Gli obblighi dell'amministratore

È responsabilità dell'amministratore ottenere il certificato e provvedere al suo rinnovo per tempo. Ma i suoi compiti si estendono anche a mantenere in efficienza le attività, i sistemi, gli impianti, i dispositivi e le attrezzature antincendio, senza modificarli rispetto alla situazione iniziale che ha consentito il rilascio del CPI. In caso di nuovi lavori (ad esempio sugli impianti o sull'autorimessa), il certificato va richiesto seguendo le procedure codificate: richiesta del parere preventivo di conformità antincendio, esecuzione dei lavori e domanda di sopralluogo con dichiarazione di inizio attività ai fini antincendio. Infine, l’amministratore deve mantenere aggiornato e rendere disponibile un registro dei controlli.

 

Le sanzioni

Il mancato rispetto di queste indicazioni prevede l'applicazione di sanzioni sia amministrative che penali nei confronti dell'amministratore, oltre al blocco cautelativo degli impianti (ad esempio il fermo della centrale termica o il blocco dell'uso dell'autorimessa condominiale). Questi provvedimenti possono essere disposti anche con ordinanza prefettizia o sindacale.