Tecnologia LED: i vantaggi per i condomini

22 Dicembre 2016

Negli ultimi anni le lampade LED sono diventate sempre più efficienti ed economiche, rappresentando una valida alternativa per l'illuminazione di abitazioni e condomini. Ecco le cose importanti da sapere, più qualche consiglio per fare acquisti in modo consapevole.

 

Da quando nel 2009 l'Europa ha messo al bando le vecchie lampadine a fluorescenza, abbiamo imparato a fare i conti in bolletta con le lampadine alogene e con quelle a risparmio di energia (le CFL, fluorescenti compatte). Negli ultimi anni, però, i miglioramenti tecnologici hanno aperto nuove prospettive per la tecnologia LED: il diodo a emissione di luce (in inglese Light Emitting Diode, da cui l'acronimo) presenta alcuni importanti vantaggi, che spingono a suggerirne un impiego maggiore anche in ambito condominiale, sia nelle singole abitazioni, sia negli spazi comuni.

Vediamo nel dettaglio quali sono i suoi benefici, accompagnati da una breve guida per scegliere al meglio le nostre lampadine.

Risparmio e riduzione dei consumi

Negli ultimi due anni i prezzi della lampade LED sono scesi del 30% circa e il trend sembra destinato a proseguire. Sebbene l'esborso iniziale sia attualmente superiore rispetto alle CFL, il vantaggio economico deve essere valutato sul lungo periodo: una lampada LED consuma infatti meno rispetto a quelle  alogene tradizionali e alle energy saving, e può portare a un risparmio fra il 50 e il 70% per quanto riguarda l'illuminazione delle parti comuni condominiali.

Longevità

Le lampade LED hanno un ciclo di vita molto lungo, una caratteristica che comporta una riduzione dei costi di manutenzione per la sostituzione delle lampadine esaurite. Il ciclo di vita stimato si assesta tra le 40mila e le 50mila ore, pari a circa 10/12 anni per l’utilizzo in un condominio, con un rendimento che è dieci volte superiore alle lampade alogene e circa cinque volte alle CFL.

Rendimento

Se le prime lampade LED venivano criticate soprattutto per la scarsa luce emessa, i modelli di ultima generazione hanno raggiunto un'efficienza luminosa (lm/W, rapporto tra quantità di luce e consumo) molto elevata. Oggi il rendimento di un LED è di 160 lm/W, contro i 12-20 lm/W di un'alogena e i circa 50-110 lm/W di una fluorescente compatta.

Funzionalità e sicurezza

A differenza delle CFL, le LED si accendono istantaneamente, evitando quello spiacevole effetto "lumicino" che risulta poco funzionale nei luoghi di transito veloce di un condominio, e che può non trasmettere il giusto senso di sicurezza in corrispondenza, ad esempio, del portone di ingresso. Rispetto alle alogene, inoltre, le LED non patiscono le accensioni ripetute tipiche delle zone di passaggio, quali ad esempio scale e garage, che rischiano di bruciare le lampadine con eccessiva frequenza. I bassi consumi si prestano a utilizzi in orari prolungati e per illuminare i giardini esterni di notte.

Taglio delle emissioni

L'impiego delle LED è anche un toccasana per l'ambiente. Il taglio dei consumi va di pari passo con una minore produzione di anidride carbonica, uno dei principali gas serra presenti nell'atmosfera. Si stima che la sostituzione di una lampadina alogena con un diodo a emissione di luce equivalga a 39 chilogrammi di CO2 in meno ogni anno, un dato che su larga scala raggiunge l'ordine delle tonnellate. Per di più le LED non contengono mercurio, un metallo pesante fortemente tossico, che è presente sotto forma di vapore anche nelle CFL. Tuttavia non vanno smaltite con leggerezza, ma portate in discarica insieme alle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

5 cose da sapere prima di scegliere

Le lampadine LED presenti sul mercato non sono tutte uguali e, oltre al prezzo, ci sono altri parametri da tenere in considerazione quando si decide di fare questo tipo di investimento. Fatta salva la possibilità di rivolgersi a un esperto del settore, che sappia dare i giusti consigli per raggiungere i migliori risultati in termini economici e tecnici, è importante conoscere quali sono i fattori chiave per districasi tra le varie offerte. Ecco quindi cinque cose da sapere per leggere correttamente le indicazioni riportate sulle confezioni.

 

1. Classe energetica

È quella lettera che ci mostra i consumi annuali espressi in kWh. I LED si collocano nelle tre classi a più alta efficienza: A, A+, A++. Per il massimo risparmio in bolletta occorre sempre prestare attenzione a quanto riportato sull'etichetta energetica.

2.Intensità luminosa (lumen)

È il parametro stampato di solito sulla parte alta della confezione e indica quanta luce fa la nostra lampadina. Per avere un metro di paragone, 2000 lumen corrispondono a circa 150 Watt (W) del vecchio bulbo a incandescenza.

3.Temperatura di colore

Ovvero, se la luce è più o meno calda. Tra 2400 e 3300 gradi Kelvin (K) siamo sul bianco caldo, adatto ai contesti abitativi o poco estesi. Salendo, si passa dalla luce bianca neutra (tra 3300 e 5300 K) e alla luce bianca fredda (sopra i 5300 K), che si sposa meglio con gli ambienti spaziosi, come gli androni o i box.

4.Indice di resa cromatica (IRC o RA)

È la misura di quanto i colori degli oggetti illuminati appaiono naturali ed è tanto migliore più si avvicina a 100, il valore delle vecchie luci a incandescenza. I LED preferibili sono quelli che possiedono un IRC tra 80 e 90.

5.Direzione del fascio di luce

In base al tipo di collocazione bisogna distinguere tra lampadine direzionali e non direzionali. Nelle prime l'80% dell'emissione si concentra in un angolo di 120°, così da orientare la luce verso un unico punto. Con quelle non direzionale, invece, la luce si diffonde anche sui lati, offrendo una maggiore copertura nell'ambiente circostante.


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