Videosorveglianza nei condomini: come conciliare privacy e sicurezza

22 Dicembre 2016

La vigilanza elettronica è uno strumento sempre più utilizzato per tutelare i beni e le persone all'interno del condominio: ecco cosa devi conoscere in termini di privacy, suddivisione dei costi e soluzioni pratiche.

 

La videosorveglianza all'interno del perimetro condominiale può rappresentare un'efficace soluzione per prevenire i furti e tutelare la proprietà privata. Tuttavia, come ogni strumento che coinvolge la privacy, il suo impiego è strettamente disciplinato da norme preposte a una gestione trasparente dei dati personali. Ecco quindi alcune cose da tenere presenti nella gestione di questo tema, dagli aspetti strettamente legislativi fino a quelli tecnologici e più pratici.

 

Come si decide

Attraverso l'articolo 1122-ter del Codice civile, la riforma del condominio (legge 220/2012) sancisce che l'installazione di un impianto di videosorveglianza deve essere approvato nel corso dell'assemblea condominiale dalla maggioranza degli intervenuti, con un numero di voti che rappresenti almeno la metà dei millesimi dell’edificio. La norma fa riferimento sia alle videocamere per uso personale, per controllare la porta di casa o l'ingresso del box, sia alle apparecchiature per sorvegliare le parti comuni.

 

Videosorveglianza a uso personale

Nel caso di installazione da parte di persone fisiche per uso personale, le immagini non vengono diffuse né inviate a terzi, il che significa che non si applicano le norme previste da Codice della privacy. Nel concreto, non è ad esempio necessario segnalare la presenza dell'apparecchiatura con un apposito cartello. Per non cadere in illeciti è però fondamentale che le videocamere siano angolate in modo da riprendere solo gli spazi privati: quindi l'ingresso di casa (o del box) e non tutto il pianerottolo (o l'intero garage).

 

Il controllo degli spazi comuni

Quando il sistema veglia sull'intero fabbricato, entrano in gioco tanto il Codice della privacy, quanto gli obblighi specifici in tema di videosorveglianza, dettati dal Garante con un nuovo provvedimento del 2010 (qui il vademecum ufficiale). In questo caso le regole impongono la segnalazione delle telecamere con appositi cartelli, sottolineando che i dispositivi devono tenere sotto controllo solo le aree comuni ed evitare di riprendere zone limitrofe, tra cui strade, negozi, edifici. Le precauzioni riguardano anche il tempo di conservazione delle immagini (massimo 24-48 ore, fatta eccezione per particolari esigenze da sottoporre al giudizio del Garante) e il trattamento dei dati raccolti, che devono essere protetti con misure adeguate, in modo da consentirne l'accesso solo alle persone autorizzate.

 

La tecnologia

Sul mercato esistono diverse tipologie di apparecchiature che si prestano alle più disparate esigenze: dalle PTZ (Pan/Tilt/Zoom, che possono ruotare a 360 gradi fornendo una visione panoramica), alle telecamere a cupola che rimangono più nascoste, passando per quelle dotate di led a infrarossi per la visione notturna. L'evoluzione tecnologica mette a disposizione sistemi senza fili, che si appoggiano a un router Wi-Fi con connessione Internet, riducendo l'ingombro dei cavi di collegamento. Si tratta di una soluzione che fornisce l'affidabilità dei sistemi standard senza alterare troppo l'estetica del condominio e che ha di solito costi di manutenzioni più bassi. Il suo impiego deve però tenere conto di alcuni svantaggi, tra cui la presenza di barriere architettoniche che possono disturbare la trasmissione del segnale.

 

Videosorveglianza a uso comune: come suddividere le spese
In rispetto di quelli che sono i principi generali riguardanti la conservazione e il godimento di altri beni comuni (come ad esempio l'ascensore), le spese per l'installazione di un impianto di videosorveglianza seguono il criterio di ripartizione per millesimi di proprietà. Tuttavia, mancando un riferimento specifico da parte della giurisprudenza, rimane possibile una ripartizione in parti uguali in caso di decisione unanime da parte dell'assemblea condominiale.

 

Videosorveglianza e telecontrollo

Grazie ai sistemi evoluti di telecontrollo è oggi possibile integrare in un'unica soluzione il concetto di Saving, Safety & Security. Questo significa che, installando una centralina di telecontrollo, si può non solo garantire la videosorveglianza di un immobile, a vantaggio delle sicurezza dei condomini e nel rispetto della privacy, ma anche gestire i sistemi di condizionamento invernale-estivo. Il monitoraggio da remoto consente di tenere sotto controllo la funzionalità degli impianti, di regolare le temperature di esercizio a seconda delle proprie necessità e di risolvere in modo tempestivo le eventuali disfunzioni con interventi mirati ed efficaci.


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