e-mobility per il condominio: le cose da sapere sulle colonnine per la ricarica delle auto elettrica.

Febbraio 2019

 

La crescita delle e-car fa dei condomini i punti naturali di ricarica, con opportunità e criticità. Ecco cosa c'è da sapere

 

Con la crescita costante della mobilità elettrica, i box dei condomini diventano i luoghi naturali per la ricarica di auto e bici. Condòmini e amministratori sono così tenuti ad adeguare e gestire le infrastrutture energetiche secondo le norme vigenti, facendo attenzione alla ripartizione dei costi. Ecco cosa c'è da sapere sul tema.

 
Cosa ci aspetta in futuro
Siamo di fronte a un cambiamento epocale in fatto di mobilità su quattro ruote. La UE impone alle case automobilistiche un adeguamento entro il 2025 ai nuovi standard di emissioni di CO2, scendendo da 160 g/km a 70 g/km. Oltre alla dismissione delle auto diesel, i marchi saranno costretti a produrre più auto elettriche e ibride plug in. 
Anche perché i paesi spingono il mercato dell'elettrico con incentivi alla rottamazione delle vecchie auto inquinanti e all'acquisto di mezzi a impatto vicino allo zero.
 
 
Gli incentivi per le auto elettriche della Finanziaria 2019 
Anche la nuova manovra finanziaria italiana (legge 145/2018) prevede contributi per i prossimi 3 anni per chi acquista nuove auto elettriche e ibride, con due fasce di intervento. Ovvero fino a 2.500 euro per chi compra auto dalle emissioni comprese fra 21 e 70 g/KM contestualmente alla rottamazione di un mezzo di classe Euro 1, 2, 3, 4, (1.500 euro senza mezzi da rottamare). E fino a 6.000 euro (4.000 euro senza rottamazione) per le auto dalle emissioni fra 0 e 20 g/KM. 
Inoltre il Governo stanzia 5 milioni ogni anno fino al 2021 per l'installazione colonnine di ricarica dei veicoli elettrici. Con una detrazione fiscale del 50% per spese fino a 3mila euro per i lavori relativi alle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici, compresi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 Kw.
 
Se dunque il mondo dell'automotive ha già imboccato la strada del cambiamento veloce, lo stesso avverrà per le nostre abitudini e per i condomini in cui abitiamo.
 
Ricarica in condominio: opportunità e problemi
Dato che circa il 75% degli italiani vive in edifici plurifamiliari e che di essi circa il 70% è proprietario del proprio appartamento, i condomini sono il luogo migliore per il supporto alla mobilità green, grazie alla facilità di installare punti di ricarica elettrica. Secondo diversi esperti e sondaggi, la presenza di infrastrutture di ricarica nei condomini sarà elemento di rassicurazione per chi possiede mezzi elettrici sulla possibilità di caricarli "a casa" senza allontanarsi, ma anche un incentivo a valutare l'acquisto di auto elettriche. 
 
D'altra parte, la ripartizione del consumo energetico legato alla ricarica delle e-car può creare problemi nei rapporti di vicinato e per un amministratore diventa strategico prevenire liti e cause mettendo gli edifici a norma quanto alle infrastrutture di ricarica.
 
Cosa dice la legge attuale
La direttiva europea 2018/844/UE sull'efficienza energetica degli edifici disciplina anche la pratica delle installazioni delle colonnine di ricarica e rimanda alle leggi nazionali per semplificare le procedure amministrative e l'accesso agli incentivi per le installazioni. In Italia vige il Disegno di Legge 257/2016, che modifica il Testo unico dell'edilizia (DPR 380/2001) e stabilisce quali siano i requisiti minimi per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricarica per i veicoli elettrici. I quali, stando alla legge, dovrebbero permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio di parcheggio (coperto o scoperto), per un numero di spazi non inferiore al 20% di quelli totali.
 
Già entro il 31 dicembre 2017 tutti i comuni avevano l'obbligo di adeguare il regolamento edilizio facendo in modo che l'abitabilità dei nuovi edifici (e di quelli sottoposti a grandi opere di ristrutturazione con almeno dieci unità abitative) fosse vincolata alla predisposizione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Tuttavia, in realtà non tutti i nuovi edifici sono dotati di colonnine.
 
Installazione, spese, ripartizione
Quando uno o più condòmini chiedono l'installazione di una stazione di ricarica, la richiesta va formalmente sottoposta all'assemblea condominiale, che può deliberare in favore in caso di maggioranza qualificata (500 millesimi e maggioranza degli intervenuti). Una volta comunicato all'amministratore, si può procedere agli acquisti e ai lavori.
 
Qui la normativa è chiara: le spese per queste installazioni vanno divise solo fra chi usufruisce del servizio (singoli per il box e gruppi per la stazione esterna). La delibera di autorizzazione da parte dell'assemblea prevede la facoltà di utilizzo dell'impianto da parte degli altri condòmini che vogliano aderire in un secondo tempo, partecipando alla spesa.
 
Le caratteristiche di una stazione di ricarica elettrica condominiale
I punti di ricarica condominiali per veicoli elettrici hanno di solito una potenza da 3 a 7 kW: si tratta di colonnine di ricarica lenta adatta a stazionamenti di oltre quattro ore, come avviene tipicamente nei box di casa. Nel caso di installazione di un punto di ricarica da garage singolo, dotato di un contabilizzatore a monte per determinare le spese delle bollette, i costi variano in genere tra 1000 e 2000 euro. Il condòmino è tenuto anche a pagare di tasca propria l'aggiornamento del certificato di prevenzione incendi e ogni altro intervento che possa essere richiesto ai fini della sicurezza.
 
Per una stazione da terra da posizionare in un parcheggio esterno, invece, con app per la gestione o card o accesso con chiave elettronica per poter riconoscere l'auto (e i suoi proprietari) che si sta rifornendo, si devono mettere in conto spese più alte. Anche perché i kW impegnati sono in genere di più, anche oltre i 22 previsti per le colonnine di ricarica rapida (1-2 ore di stazionamento). 
 
Car Sharing di condominio
La nuova mobilità sostenibile in un quartiere passa anche attraverso il “carsharing di comunità” o, nel caso di grandi complessi residenziali, “carsharing condominiale”, completamente a zero emissioni. Oggi è possibile, infatti, costruire un servizio personalizzato di auto elettriche in condivisione ad uso esclusivo degli inquilini anche di un solo condominio.
Alla peculiarità del carsharing di mettere insieme persone che abitano o lavorano vicine e sono disposte a condividere l’uso delle auto elettriche, risparmiando sui costi e contribuendo così a migliorare la qualità della vita, si aggiunge (alcuni operatori che già lo fanno) la possibilità di scambiarsi minuti di noleggio con gli altri abitanti del condominio, rendendo possibile ottimizzarne uso e costi del servizio.
Le autovetture elettriche potrebbero essere fornite al condominio in noleggio o in comodato di uso da operatori energetici e da società di noleggio a lungo termine.