Ecco come produrre energia dal mare in Italia

21 Luglio 2017

Secondo uno studio di ENEA, le onde che si rifrangono sulle coste della Sardegna rappresentano la più grande fonte di energia alternativa del Mediterraneo

 

Il più grande giacimento di energia pulita del Mediterraneo si nasconde nel mare della Sardegna. Secondo un'indagine dell'ENEA, le onde che accarezzano l'isola sono in grado di generare potenzialmente 13 kW per metro di costa, un valore molto simile a quello della Danimarca, uno degli stati dell'Unione Europea più all'avanguardia in questo settore delle energie rinnovabili.

 

Energia elettrica dal mare

Lo studio è stato presentato a Cagliari lo scorso 20 maggio, in occasione dell'ultima Giornata europea del mare. Il team guidato da Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio ENEA di Modellistica climatica e impatti, ha calcolato che il maggiore potenziale energetico si trova nella porzione occidentale della Sardegna. Al largo di Alghero, ad esempio, un mini parco marino di 3 MW, costruito secondo gli attuali standard off shore, potrebbe generare più di 9,3 GWh all'anno, abbastanza per soddisfare il fabbisogno di elettricità di oltre 2mila famiglie.

 

In Italia nessuno batte la Sardegna

I 13 kW per metro di costa non hanno eguali nel resto d'Italia. Secondo i dati ENEA, il potenziale del mare sardo è infatti quasi due volte superiore a quello del canale di Sicilia, che pure presenta cifre di tutto rispetto (7 kW/m). Le distanze si acuiscono notevolmente se si osserva il resto della penisola, dove abbiamo i 4 kW/m di media del Tirreno, i 3 kW/m dello Ionio e del Medio Tirreno, e i 2,5 kW/m del Mar Ligure, che a sua volta supera di poco l’Adriatico, fermo a 2 kW/m.

 

Una fonte poco utilizzata

Sannino ha sottolineato che al momento "la produzione di energia dalle onde soddisfa lo 0,02% della domanda energetica in Europa". Tuttavia, l'ambizioso piano UE prevede di raggiungere il 10% entro il 2050, una percentuale sufficiente per sostituire 90 centrali elettriche a carbone, eliminando oltre 270 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica. Con benefici anche sul versante economico, traducibili in più di 450mila nuovi posti di lavoro e un mercato da circa 50 miliardi di euro ogni anno.

 

A che punto siamo con la tecnologia

Per ora i dispositivi capaci di convertire l'energia cinetica del moto ondoso in elettricità sono ancora in fase precommerciale. In Italia una delle tecnologie più promettenti è il PEWEC (Pendulum Wave Energy Converter), sviluppato in tandem da ENEA e Politecnico di Torino. Si tratta un'invenzione pensata appositamente per funzionare con le onde delle coste mediterranee, che hanno altezze modeste ma frequenze elevate.

 

Energia low cost

I ricercatori stanno progettando un prototipo di PEWEC in scala 1:1, con potenza nominale di 200 kW: in teoria dieci di questi dispositivi potrebbero portare energia a 3mila persone. La creazione di impianti sempre più efficienti va di pari passo con l'abbattimento dei costi di produzione energetica. Secondo le stime più accreditate, produrre 1 kWh di energia dalle onde passerà infatti da 0,2 euro per kWh nel 2025 a 0,1 euro per kWh nel 2035.


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