Edifici che producono energia: la net-positive architecture

12 maggio 2017

L'impatto positivo è la nuova frontiera della bioedilizia: andare oltre l'impatto zero dell'autosufficienza energetica, progettando edifici capaci di generare più energia di quanta ne consumino

Sorgerà nella cittadina di Porsgrunn, in Norvegia, un edifico destinato a sfidare gli attuali canoni della bioedilizia. Si tratta della Powerhouse Telemark, progettata dagli architetti dello studio Snøhetta secondo i più moderni principi della net-positive architecture: una filosofia di costruzione che punta a superare il concetto di impatto zero. Non è la prima struttura di questo genere al mondo, ma sarà quella posizionata più a nord, in condizioni limite per via delle temperature rigide e della scarsa luce solare. Una sfida ambiziosa sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico, che potrebbe diventare una pietra miliare di questa nuova tendenza.

 

Oltre l'impatto zero

Il concetto di edifici a impatto zero, ossia autosufficienti dal punto di vista energetico, è ormai acquisito e sempre più messo in pratica. La net-positive architecture invece si spinge oltre e punta a realizzare edifici verdi perfettamente integrati nell'ambiente urbano o naturale, e soprattutto ad altissima efficienza, tanto da raggiungere appunto un "impatto positivo". Capaci quindi non solo di limitare i consumi al minimo, ma anche di produrre più energia di quanto ne utilizzino per il loro funzionamento, restituendola alla comunità. Un'evoluzione decisamente amica dell'ambiente: da parte del problema energetico, diventano parte della soluzione.

 

Una nuova frontiera

È un vero e proprio cambio di paradigma, che richiede la capacità di immaginare soluzioni architettoniche innovative. La Powerhouse Telemark ne è un valido esempio. Ha una particolare forma a diamante, che sfrutta al massimo la luce naturale per l'illuminazione interna e che permette ai moduli fotovoltaici, montati sulle superfici esposte a sud, di raccogliere i raggi solari in modo ottimale. Anche i materiali, dal legno al recupero di demolizioni, sono stati scelti con attenzione alla sostenibilità del progetto.

 

Architettura che si ripaga da sé

L'energia prodotta andrà a soddisfare interamente i bisogni dell'edificio, che sarà completato nel 2019 e che nei sui undici piani (per 6500 metri quadrati di superficie) ospiterà sia uffici che alcuni servizi aperti al pubblico. Ma la Powerhouse Telemark vuole anche diventare il banco di prova per dimostrare la sostenibilità economica di questi progetti: il costo di 17 milioni di dollari per la sua realizzazione verrà coperto con l'utile ricavato dal surplus di energia generata, lungo tutto l'arco di vita dell'edificio (stimato in 60 anni).

 

Uno sguardo sul futuro

Secondo gli architetti che hanno sposato questo approccio, la net-positive architecture è destinata a giocare un ruolo fondamentale nei prossimi decenni, quando la sfida al risparmio energetico si farà sempre più pressante. Attualmente nel mondo le strutture pubbliche e le case private certificate a impatto positivo sono alcune centinaia, e ognuna di esse è un laboratorio per sperimentare soluzioni energetiche che potranno poi essere applicate su larga scala.

 


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