Energy storage, che cos'è e a cosa serve lo stoccaggio dell'energia

Febbraio 2019

 

 

In Italia stanno crescendo i sistemi di accumulo dell'energia per uso domestico: ecco come funzionano e perché possono essere vantaggiosi

 

I sistemi di accumulo dell'energia (energy storage) sono tecnologie sempre più in voga per ottimizzare la resa degli impianti fotovoltaici domestici. In Italia la loro diffusione è da tempo crescita: vediamo di cosa si tratta e se rappresentano una soluzione conveniente per il proprio immobile.

 

Che cos'è l'energy storage

Si tratta di un sistema di stoccaggio dell'energia pensato per superare i limiti di un impianto solare domestico. Il fotovoltaico è infatti condizionato da fenomeni atmosferici come pioggia e nubi, nonché dall'assenza di luce nelle ore serali, quando in casa i consumi sono di solito più alti. L'energy storage permette di accumulare l'energia in eccesso prodotta durante il giorno per poi cederla quando serve, ad esempio di notte o in caso di blackout.

 

Grid-connected e off-grid

Senza entrare in dettagli troppo tecnici, esistono di fatto due tipi di sistemi di stoccaggio per uso domestico: grid-connected e off-grid. Il primo si abbina a un impianto fotovoltaico collegato alla rete elettrica nazionale, che consente di rimettere in circolo parte del surplus di energia, valorizzando i kWh che non vengono subito consumati. Il sistema off-grid è invece slacciato dalla rete pubblica ed è finalizzato solo all'autoconsumo: in questo caso, può essere utilizzato come accumulatore dell’energia elettrica prodotta dal un impianto fotovoltaico condominiale per alimentare una colonnina di ricarica per veicoli elettrici o eventuali pompe di calore integrate nel riscaldamento centralizzato.

 

La tecnologia degli accumulatori
Al momento, le batterie agli ioni di litio rimangono la tecnologia più affidabile per immagazzinare l'energia extra, almeno su scala domestica. I continui passi avanti in ambito scientifico non garantiscono ancora una rivoluzione sul breve periodo, in quanto soluzioni alternative come le batterie a flusso rimangono più adeguate per un uso industriale. Negli ultimi anni, il mercato ha tuttavia registrato una costante riduzione del costo degli accumulatori al litio, anche grazie alla parallela espansione del settore delle auto elettriche.

 

Una soluzione sempre più vantaggiosa

Il calo dei costi tecnologici ha favorito la crescita dell'energy storage anche in Italia, che negli ultimi due anni si è messa in scia alla Germania tra i paesi più attivi in questo settore. L'investimento per un sistema di stoccaccio resta non indifferente, ma se abbinato con un impianto fotovoltaico ben studiato e un piano di ottimizzazione dei consumi, c'è comunque la possibilità di vedere ripagati i propri sforzi nel tempo, con risultati soddisfacenti in termini di costi-benefici in bolletta.

 

In sostanza: quanto costa
L'innovazione tecnologica e la crescita della domanda fanno sì che gli scenari sul mercato mutino abbastanza celermente. Per questa ragione è quasi impossibile quantificare la spesa per un accumulatore, il cui prezzo è influenzato, tra le altre cose, dalla marca e dal tipo di modello. Con un buon grado di approssimazione si può comunque stimare che il costo di una batteria agli ioni di litio, utile per stoccare l'energia di una singola unità abitativa, si aggiri tra i 4mila e i 6 mila euro.

 

Come ammortizzare i costi di investimento

La continua evoluzione del quadro normativo in materia di energie rinnovabili consiglia di verificare sempre l'eventuale presenza di incentivi statali (ad esempio sul portale del GSE) o regionali. A questo si aggiunge il fatto che l’installazione di un sistema di stoccaggio collegato a un impianto fotovoltaico dà diritto alla detrazione Irpef del 50% prevista per gli interventi finalizzati al risparmio energetico.