I quorum in assemblea per il risparmio energetico

12 maggio 2017

Per gli interventi volti alla riduzione dei consumi si più ricorrere a maggioranze agevolate, che semplificano e velocizzano l'adozione delle delibere.

 

Gli interventi per migliorare l'efficienza energetica del condominio e per la riduzione dei consumi devono, ovviamente, passare per l'approvazione dell'assemblea. Tuttavia, è interessante notare come esistano due diversi possibili quorum deliberativi per questo genere di interventi. Procediamo con ordine.

 

Il quorum costitutivo

È nozione ben nota agli amministratori, ma è sempre utile ricordare quale sia il quorum costitutivo, soprattutto in funzione delle delibere specifiche che vedremo a seguire. Il Codice Civile (articolo 1136, commi 1 e 3) stabilisce che un'assemblea è validamente costituita quando sono presenti in prima convocazione la maggioranza dei condòmini (ossia almeno la metà più uno) e due terzi (667) dei millesimi, e in seconda convocazione un terzo dei condòmini e un terzo (334) dei millesimi.

 

Gli interventi di contenimento energetico

Per ridurre i consumi e migliorare l'efficienza energetica dell'edificio si possono individuare alcune opere di particolare utilità e interesse comune, che necessitano appunto di essere sottoposte a delibera dell'assemblea. In particolare: l'isolamento delle pareti perimetrali (esterno o nell'intercapedine), la sostituzione della caldaia con una ad alto rendimento, l'installazione dei pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.

 

Una doppia casistica

A causa dei successivi interventi di correzione e chiarimento delle leggi, si sono trovate a convivere e ad avere legittimità (sebbene sussistano alcune riserve di ordine pratico) due diverse previsioni normative in merito alle maggioranze necessarie per l'adozione delle delibere sul contenimento energetico. A un quorum più "standard" se ne affianca uno agevolato: eccoli nel dettaglio.

 

La maggioranza e 1/2 dei millesimi

Per le innovazioni aventi in oggetto gli interventi e le opere finalizzati al contenimento del consumo energetico del condominio e alla produzione di energia mediante impianti di cogenerazione e fonti rinnovabili (solari ed eoliche), il comma 3 dell’art. 1120 c.c. fissa il quorum deliberativo alla maggioranza degli intervenuti e alla metà dei millesimi. Da notare che la richiesta per l'adozione di queste innovazioni per l'edificio può provenire anche da un singolo condòmino; l'amministratore è tenuto a convocare l'assemblea entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta.

Diverso il quorum deliberativo per gli impianti non centralizzati (e quindi a vantaggio e a carico di singoli condòmini) di produzione di energia alternativa: in questo caso servono la maggioranza degli intervenuti e 2/3 dei millesimi.

 

La maggioranza e 1/3 dei millesimi

La legge 10/91, così come si presenta attualmente dopo le modifiche apportate dal legislatore negli ultimi anni, dispone invece un quorum agevolato più basso, in riferimento a interventi di risparmio energetico analoghi a quelli visti sopra. Nello specifico, bastano la maggioranza degli intervenuti e 1/3 dei millesimi, a condizione però che gli interventi sull'edificio e sugli impianti sottoposti all'assemblea siano individuati tramite un attestato di certificazione energetica, oppure una diagnosi energetica, redatti da un tecnico abilitato.

 

Il discrimine

È proprio questo l'unico elemento che giustifica la differenza tra le due indicazioni di norma: la presenza o meno di documentazione tecnica redatta preventivamente. Tuttavia, è difficile comprendere come si possa deliberare su interventi di efficientamento in mancanza di un attestato di certificazione energetica o di una diagnosi energetica, prerequisiti che appaiono utili se non addirittura indispensabili per definire gli interventi da effettuare.

 


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