La microcogenerazione:
i vantaggi per il condominio

21 Luglio 2017

Gli impianti che sfruttano questa tecnologia hanno un'alta efficienza, che si traduce in un risparmio energetico per il condominio. Ecco come funziona e quali vantaggi offre.

 

Ancora poco nota in Italia, ma già diffusa con successo in molti altri paesi, la microcogenerazione residenziale è una tecnologia efficiente e poco inquinante, che produce allo stesso tempo energia elettrica e termica. Consente di ottenere significativi risparmi in bolletta: si tratta quindi di una soluzione che potrebbe risultare interessante per molti condomini.

 

Che cos'è la microcogenerazione

Nei normali impianti di generazione di energia elettrica (pensiamo alle grandi centrali pubbliche), il calore prodotto come risultato secondario dalla combustione viene disperso: uno spreco che si traduce in un'efficienza piuttosto bassa (intorno al 35%). Negli impianti di cogenerazione, invece, il calore viene riutilizzato per produrre energia termica: in questo modo, l'efficienza totale del sistema può raggiungere e superare il 90%, e al tempo stesso si riducono in modo significativo le emissioni inquinanti. Gli impianti di microcogenerazione seguono lo stesso principio, ma sono più piccoli e adatti all'utilizzo nelle abitazioni.

 

La microcogenerazione in condominio

Nei condomini si utilizzano impianti con una potenza minima di 5 kW elettrici, a salire fino a 50 kW in funzione della volumetria dell'edificio e del numero di appartamenti. Sono configurati per produrre principalmente energia termica, da cui si ottiene acqua calda sanitaria e per il riscaldamento, e una percentuale minore di energia elettrica, impiegata direttamente dall'utenza oppure più spesso immessa nella rete pubblica ("scambio sul posto"). Gli impianti di microcogenerazione possono essere alimentati da diversi combustibili, ma nelle case di solito si impiega il metano, che brucia in modo pulito, costa meno ed è facilmente accessibile.

 

I vantaggi

Gli impianti di microcogenerazione per i condomini non vanno a sostituire in toto la caldaia tradizionale, ma si affiancano ad essa in modo da aumentare l'efficienza energetica del sistema, coprendo una certa percentuale del fabbisogno dell'edificio. Possono rivelarsi utili, per esempio, allo scopo di fornire riscaldamento ed energia elettrica alle parti comuni (anche in abbinamento a una pompa di calore), con un significativo risparmio per la bolletta condominiale. A secondo delle ore di utilizzo, l'investimento per l'installazione e la manutenzione dell'impianto può essere ammortizzato in un periodo stimabile fra i 4 e i 10 anni.

 

Le agevolazioni

Secondo alcuni osservatori, la microcogenerazione rientrerebbe già nel quadro degli Ecobonus, sebbene la normativa ancora non la citi esplicitamente. Attualmente, di certo dà diritto all'accesso al sistema dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), i cosiddetti certificati bianchi, secondo quanto indicato dal D.M. 4 agosto 2011. Ma è già interessante, in termini di risparmio economico, anche solo per gli incentivi fiscali già attivi: la riduzione dell'IVA al 10% e dell'imposta sul metano.

 

Gli ostacoli

Nonostante i vantaggi in termini di efficienza e risparmio che offre, la microcogenerazione residenziale in Italia non ha ancora preso piede. L'installazione di un impianto di questo tipo va incontro infatti a varie difficoltà, fra cui la mancanza di un quadro normativo chiaro e univoco, una notevole complessità burocratica e la necessità di avere un unico contatore per il condominio. La decisione di adottare la microcogenerazione deve quindi passare attraverso un'attenta valutazione preliminare tecnica ed economica. Nel caso si decida di procedere, l'assemblea può affidarsi a una ESCo, che si farà carico della progettazione, delle pratiche, dell'installazione e del mantenimento dell'impianto.

 

 


Articoli correlati