La trasformazione degli impianti a gasolio: normative e opportunità

Maggio 2018

 

La conversione dei vecchi impianti a gasolio rientra nelle iniziative utili per la riqualificazione energetica dello stabile. Ecco alcune cose da sapere

 

In Italia sono ancora numerosi gli impianti di riscaldamento che funzionano a gasolio. Si tratta per lo più di generatori di calore obsoleti, che abbinano un esborso economico eccessivo con un impatto negativo sull'ambiente, a causa delle ingenti emissioni di anidride carbonica. La sostituzione della caldaia a gasolio con un impianto più moderno, alimentato ad esempio a gas metano, rappresenta quindi una soluzione ideale per la riqualificazione energetica dell'abitazione o del condominio.

 

COSA DICE LA LEGGE

La direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica dell'Unione europea, che impone entro il 2020 l'abbattimento delle emissioni inquinanti e lo sviluppo di energie rinnovabili, prescrive, tra le altre cose, che gli impianti debbano rispettare determinati parametri di efficienza energetica. Tuttavia, le disposizioni non si traducono in obblighi specifici sugli impianti a gasolio, la cui regolamentazione rimane quindi a discrezione di ciascun paese.

 

In Italia il quadro è eterogeneo: regioni ed enti locali hanno infatti legiferato in autonomia, rendendo la materia molto diversificata. A titolo esemplificativo, nella Regione Lazio la delibera del 10/12/2009 n. 66 aveva imposto l'obbligo, entro il 1° settembre 2017, di convertire a metano o a GPL tutti gli impianti che utilizzano combustibili liquidi, ma il termine di adeguamento è stato rinviato dal TAR Lazio. Per citare un altro esempio, nella città di Milano le caldaie a gasolio diventeranno invece illegali a partire dal 1° ottobre 2023, imponendo la sostituzione entro quella data di circa 3500 impianti privati.

 

PERCHÉ DIRE ADDIO AL GASOLIO

In mancanza di una legge valida per tutti, la sostituzione dell'impianto a gasolio è una scelta da fare soprattutto in funzione di due fattori: il risparmio di denaro e la salvaguardia dell'ambiente. Per la combustione, questi apparecchi richiedono infatti parecchia energia, che si traduce in costi spropositati per il riscaldamento. Le caldaie più vecchie sono inoltre sovradimensionate rispetto ai fabbisogni effettivi di uno stabile, perché devono compensare dispersioni e inefficienze, portando in dote un cospicuo spreco energetico.

 

A sfavore del gasolio gioca anche il fatto che deve essere per forza immagazzinato in appositi serbatoi, il che significa che va acquistato (e pagato) prima del suo impiego, senza che si sappia esattamente quanto ne verrà consumato durante la stagione fredda. C'è poi da tenere conto che i generatori di calore a combustibile liquido, in quanto più inquinanti degli altri, sono soggetti a controlli molto rigidi e costano quindi di più in termini di manutenzione. Sul piano ecologico, infine, le caldaie a gasolio emettono oltre il 50% di CO2 in più rispetto a una equivalente a metano, l'alternativa più gettonata, che produce anche meno polveri sottili.

 

LE CALDAIE A METANO

La caldaia a gas metano si configura come una soluzione ottimale per svariate ragioni, tra cui il costo minore del combustibile, la riduzione dell'inquinamento, la maggiore durata ed efficienza dell'impianto e l'assenza di un serbatoio di stoccaggio, che è garanzia di sicurezza. A questi vantaggi si aggiunge la praticità di installazione e utilizzo, dato che in Italia la rete di diffusione del metano è molto estesa. In media, il passaggio dal liquido al gas permette un risparmio energetico fino al 30% e un taglio delle spese in bolletta intorno al 40%.

 

Nello specifico, le opzioni tecnologiche a disposizione sono molteplici e vanno analizzate con il supporto di uno specialista, che faccia un calcolo preciso del rapporto costi-benefici. In ordine sparso e a titolo esemplificativo, vale la pena citare le caldaie con bruciatore ad aria soffiata, ad alta potenza e ideali per gli impianti centralizzati; le caldaie atmosferiche, che sono silenziose e leggere e si sposano con gli impianti per una singola abitazione; le caldaie a condensazione, moderne e super efficienti, che richiedono però un importante investimento iniziale.

 

AGEVOLAZIONI E CONTRIBUTI

Fino al 31 dicembre 2018 è possibile ammortizzare il costo di trasformazione di un impianto a gasolio sfruttando le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica, come previsto dall'Ecobonus 2018 (per approfondire: ne abbiamo parlato qui). Il recupero fiscale va dal 50% al 65%, spalmato su un arco di tempo decennale, grazie a 10 rate di pari importo che vengono scaricate ogni anno tramite la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico). 

 

Sul versante contributi, il quadro è molto variegato, poiché dipende dalle norme locali. Per tornare al caso di Milano, ad esempio, il comune ha stanziato 20 milioni di euro a fondo perduto, ripartiti tra il 2018 e il 2019, che consentono di coprire dal 5% al 20% del costo di sostituzione dell'impianto a gasolio. In generale, non è raro che le regioni emanino leggi ad hoc, abbinate a bandi per facilitare il ricambio degli apparecchi: il consiglio è di tenersi costantemente informati, per verificare lo stanziamento di contributi e le tempistiche di iscrizione.


Articoli correlati