Il libretto di impianto termico e il rapporto di controllo

Che cos'è, quando è obbligatorio e chi lo deve compilare: ecco cosa c'è da sapere sul libretto di impianto termico

 

Ogni impianto termico deve essere accompagnato dal cosiddetto "libretto di impianto", la cui obbligatorietà è definita dal decreto ministeriale del 10 febbraio 2014, che recepisce quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 74/2013. La norma, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2014 (la potete leggere integralmente qui), definisce anche le linee guida per un ulteriore documento chiamato “rapporto di controllo di efficienza energetica”, che riguarda sempre il sistema per climatizzare gli ambienti. Ecco una miniguida per chiarirsi le idee.

 

DEFINIZIONE DI IMPIANTO TERMICO

Secondo la legge 90/2013 (di conversione del DL 63/2013), si definisce impianto termico un "impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante. Tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate".

 

QUANDO È OBBLIGATORIO IL LIBRETTO?

Il libretto deve censire tutti gli impianti che contribuiscono alla climatizzazione dell'abitazione. Come suggerisce il paragrafo precedente, si spazia quindi dagli impianti per il riscaldamento della casa a quelli per il raffrescamento estivo, passando ad esempio per le stazioni di esclusiva produzione di acqua calda sanitaria (se al servizio di più utenze), i sistemi alimentati da teleriscaldamento, gli apparecchi di cogenerazione, eccetera.

Sono invece esenti dalla norma, in quanto non considerati impianti termici, gli scaldabagni singoli, i sistemi per la sola produzione di acqua calda sanitaria quando al servizio della singola unità immobiliare e le tecnologie per riscaldare o raffrescare l'ambiente non installate in modo fisso alle pareti o al soffitto. Sono esclusi anche i condizionatori da finestra fissati alla parete o nel vano finestra.

 

CHI È IL RESPONSABILE DELL'IMPIANTO TERMICO?

Nel caso di un sistema di climatizzazione autonomo il responsabile è il padrone di casa o il locatario dell'appartamento. Quando si ha a che fare con un impianto centralizzato, il soggetto responsabile è invece l'amministratore di condominio. La legge prevede la possibilità di delegare un "terzo responsabile" (di solito una figura abilitata), che, dopo avere ricevuto l'incarico dal proprietario, diventa garante dell'esercizio, della conduzione, del controllo e della manutenzione dell'impianto, rispondendo personalmente del mancato rispetto delle norme.

 

IL LIBRETTO DI IMPIANTO: CHI, COME E QUANDO

Il libretto è la carta di identità dell'impianto termico, di cui riporta, tra le altre cose, caratteristiche e informazioni tecniche (lo potete scaricare dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico). La sua compilazione è formalmente a carico del responsabile: tuttavia, una volta riempita la prima pagina con i dati identificativi dell'impianto e del responsabile stesso, le altre schede pertinenti sono di competenza di un tecnico specializzato, che può essere l'installatore o il manutentore. Il libretto va infatti compilato in caso di installazione di un nuovo impianto termico oppure, per le apparecchiature già esistenti, quando si interviene con un'opera di manutenzione.

Una volta terminata la compilazione, il tecnico ha il compito di spedire i dati al catasto regionale, ricevendo in risposta un codice catastale da trascrivere sul frontespizio di ogni pagina del libretto. Il responsabile dell’impianto ha invece il dovere di conservare il libretto, in modo da poterlo presentare durante i successivi controlli obbligatori, la cui periodicità è regolata dalla legge.

 

IL RAPPORTO DI CONTROLLO DI EFFICIENZA ENERGETICA

Gli impianti per la climatizzazione invernale con potenza termica utile nominale complessiva non minore di 10 kW e gli impianti di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale pari o maggiore a 12 kW devono essere sottoposti a controlli periodici che ne attestino il grado di efficienza energetica. Gli esiti vengono poi riportati sulle schede 11 e 12 del libretto di impianto e su un documento aggiuntivo detto rapporto di controllo, che viene trasmesso al catasto degli impianti termici e rilasciato al responsabile dell’impianto che ne sottoscrive copia per ricevuta e presa visione.

Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da imprese abilitate conformemente alle tempistiche segnalate nelle istruzioni tecniche per l’uso e la manutenzione. Al netto di questo, bisogna comunque rispettare la periodicità imposta dal D.P.R. 74/2013: ogni 4 anni per impianti di potenza compresa fra 12 kW e 100kW e ogni 2 anni per impianti oltre i 100 kW di potenza.

Se il termotecnico rileva valori di rendimento fuori norma, è compito del soggetto responsabile garantire la regolarizzazione dell'impianto, assicurandosi che vengano eseguiti gli interventi indicati dallo specialista (che in concreto potrebbe anche significare dover cambiare la caldaia). A seconda delle regioni, la messa a norma deve avvenire di solito entro qualche mese, termine oltre il quale l'agenzia territoriale svolge le verifiche per accertare ed eventualmente punire le inadempienze.

 

ATTENZIONE ALLE SANZIONI

Il quadro normativo prevede controlli da parte delle autorità competenti, il cui scopo è prevenire sprechi e situazioni che mettano in pericolo la sicurezza degli utenti. Come previsto dall’art. 9 del D.P.R. 74/2013, le ispezioni sono indirizzate nei confronti di impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale non inferiore a 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale da 12 kW a salire.In caso di trasgressione (ad esempio: il rapporto di controllo di efficienza energetica non è stato inviato entro i termini stabiliti) sono previste sanzioni amministrative da 500 a 3000 euro a carico del responsabile dell'impianto. Per il manutentore che non compila il rapporto come previsto sono invece contemplate sanzioni fino a 6000 euro.