Il sisma bonus 2017: cos'è e come funziona

25 febbraio 2017

Quest'anno ci sono importanti novità per il sisma bonus, che permette di detrarre dalla dichiarazione dei redditi fino all'85% delle spese sostenute per mettere in sicurezza le case.

Gli eventi degli ultimi mesi ci hanno ricordato, ancora una volta, che gran parte del nostro paese è soggetta al rischio di terremoti, e che gli edifici privi di adeguamento antisismico possono subire danni disastrosi. Meglio quindi intervenire in anticipo, valutando l'opportunità di sfruttare il sisma bonus 2017 che mette a disposizione cospicui incentivi per gli interventi sulle case. Vediamo allora in cosa consiste, come funziona, qual è l'entità delle detrazioni e come si configura per i condomini.

 

Cos'è

In base a quanto definito nel disegno di legge di Bilancio per il 2017, il sisma bonus consente di detrarre dall'Irpef parte delle spese sostenute (dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021) per i lavori di adeguamento, messa in sicurezza e prevenzione antisismica degli edifici. Nelle spese detraibili sono comprese anche quelle per la documentazione, come la classificazione e la verifica sismica.

 

A chi spetta

Il sisma bonus può essere richiesto da chiunque abiti nelle zone sismiche considerate a rischio. Rispetto agli anni passati, apporta alcune interessanti novità: per esempio, oltre che alle prime case è stato esteso anche alle seconde case e alle attività produttive.

 

Le zone sismiche

Il bonus finora era riservato alle abitazioni che si trovano nelle zone a più alto rischio, classificate come 1 e 2. A partire dal 2017 è stato invece allargato anche alla zona 3, a rischio medio-basso, che include grandi città come Roma, Milano, Trieste, Bologna, Firenze e Bari. Qui si può consultare la mappa aggiornata delle zone sismiche, mentre qui è disponibile l'elenco dei comuni italiani e della relativa classificazione sismica.

 

Le detrazioni

A seconda del tipo di intervento a cui viene sottoposto l'edificio, e quindi del grado di miglioramento sismico, la detrazione può variare significativamente. Di base è fissata al 50% delle spese, che sale al 70% se gli interventi riducono il rischio sismico dell'edificio di una classe e all'80% se lo riducono di due classi. La spesa detraibile, fino a un massimo di 96.000 euro, viene "spalmata" in cinque quote in altrettanti anni (in precedenza erano dieci).

Per i condomini gli incentivi possono arrivare fino al 75% e all'85%; il tetto della detrazione è sempre di 96.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari. Dal punto di vista fiscale, va sottolineato che il bonus può essere ceduto a soggetti terzi, come ESCo o imprese (ma non a banche e intermediari finanziari).

 

Le linee guida

Perché il sisma bonus diventi effettivo e realmente utilizzabile, mancano ancora i criteri per la classificazione sismica degli edifici. Saranno definiti nelle linee guida promulgate dal ministero delle Infrastrutture, attese per fine febbraio.


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