Il condominio prosumer: che cos'è e quali sono i vantaggi

Edifici ecosostenibili che "vivono" in modo autonomo grazie all'energia autoprodotta da fonti rinnovabili. È questa, in estrema sintesi, l'idea racchiusa nel cosiddetto "prosumer condominiale", un modello energetico basato sullo scambio di risorse tra condòmini, che in futuro potrebbe diventare realtà anche in Italia.

 

CHE COS'È UN PROSUMER

Si tratta di un concetto che nasce dall'unione di due parole inglesi: producer e consumer, che significano rispettivamente produttore e consumatore. Nell'ambito di un immobile residenziale, il termine definisce un condominio che partecipa attivamente al processo produttivo dell'energia e che è quindi capace di generarla, accumularla e distribuirla in rete, riducendo così i costi per gli utenti e l'inquinamento immesso nell'ambiente.

 

CE LO DICE L'EUROPA

La figura del prosumer emerge in maniera importante dalla direttiva europea 2018/2001 (nota come RED II), che regola la materia dello scambio di energia elettrica tra privati introducendo il concetto di Energy Community, cioè un insieme di utenze che uniscono le forze per soddisfare il proprio fabbisogno energetico. In sostanza, la RED II disegna uno scenario che consente al condominio di munirsi di un sistema fotovoltaico sul proprio tetto per produrre e fornire elettricità ai diversi appartamenti che compongono lo stabile.

 

COSA CAMBIEREBBE

Al momento la normativa italiana prevede che gli impianti di autoproduzione condominiali vengano impiegati per risparmiare sui consumi delle parti comuni dell'edificio, soprattutto ascensori e luci, senza che i singoli condòmini possano sfruttare l'energia autoprodotta per i consumi privati (elettrodomestici, illuminazione della casa, dispositivi elettronici). Questo tipo di modello viene definito "one to one": da un unico impianto a un solo consumatore finale.

 

La direttiva europea propone invece un modello one-to-many, ossia un impianto solare comune che va a servire più consumatori. In termini pratici, gli abitanti di ogni appartamento potranno condividere tra loro l'energia prodotta sul tetto del condominio, mediante una rete indipendente da quella tradizionale. Entro giugno del 2021, l'Italia è obbligata a recepire la RED II nella propria legislazione, creando i presupposti per raggiungere il target comunitario del 32% in fatto di energie rinnovabili, fissato a sua volta per il 2030.

 

FOTOVOLTAICO SÌ, MA DOVE?
L'installazione di un impianto fotovoltaico su un condominio dipende necessariamente dalla tipologia di tetto a disposizione. Essendo inclinati, i tetti a falde presentano ad esempio una 'naturale' predisposizione per il montaggio dei pannelli, sebbene la loro installazione sia comunque subordinata alla progettazione di un telaio portante che faccia da supporto.
Sulla superficie piana di un lastrico solare occorrerà invece costruire una struttura che permetta di sollevare i moduli fotovoltaici e creare la pendenza per catturare la radiazione luminosa. In questo senso, i tetti piani risultano più flessibili dei tetti a falde, in quanto forniscono la libertà di orientare i pannelli a sud (dove l'esposizione al Sole è maggiore) e adeguare nel modo migliore l'angolazione.
Oltre alla pendenza e all'orientamento, ci sono tuttavia altri parametri da tenere in considerazione per un buon rendimento, tra cui le dimensioni del tetto e la presenza di eventuali ostacoli (come alberi o edifici adiacenti) che disturbano l'irraggiamento solare.

 

SGRAVI

Attualmente, il Decreto FER 2018-2020 (ma attenzione: il governo ha promesso l'imminente arrivo di un FER 2) dà l'opportunità di una detrazione Irpef del 50% applicabile nel caso di installazione di un impianto fotovoltaico anche con accumulo, entro il limite di 96 mila euro di spesa. La detrazione rientra nell'ambito delle ristrutturazioni edilizie ed è valida tanto per gli interventi sulle singole unità immobiliari, quanto per la riqualificazione delle parti comuni. È previsto ulteriore premio per coloro che, realizzando un impianto fotovoltaico, provvedono anche a sostituire una copertura in amianto, ammodernandolo nel rispetto dell’ambiente con l’eliminazione dell’eternit. Tale somma è pari a 12 euro per MWh.

 

PROSUMER CONDOMINIALI: QUALCHE NUMERO

Lo scorso anno, uno studio realizzato dall'associazione Energy@home, a cui hanno contribuito Elemens, RSE e Kantar, ha messo in luce dati molto interessanti riguardo le potenzialità dei presumer condominiali. Il documento evidenzia infatti che in Italia si potrebbero installare circa 250.000 impianti fotovoltaici sui tetti dei condomini, per un totale di 6,5 GW e una riduzione delle emissioni di CO2 fino a 20 milioni di tonnellate. Significativo anche il risparmio monetario, stimato tra i 1,4 e 2 miliardi di euro.